liana

Liana Gerbi

giugno 2018

 

 

SAPERE -SAPER FARE -SAPER "ESSERE"

Avete mai sentito parlare di Schoolcounseling ?

E’ la formazione specialistica di docenti e la predisposizione di sportelli di Schoolcounseling nelle scuole , per “facilitare il dialogo” mediante acquisizione di tecniche di relazione empatica (counseling) e agevolare negli allievi il superamento delle problematiche legate al mondo della scuola (difficoltà di inserimento nel gruppo classe, conflittualità con i compagni e con i docenti, disorientamento rispetto allo studio ed alle scelte future, riflessi e conseguenze di situazioni pregresse legate al contesto familiare ed affettivo che ricadono nel rendimento scolastico dell’alunno)

La Formazione intende rivolgersi prevalentemente a docenti delle scuole medie e superiori , con particolari attitudini alla comunicazione ed all’ascolto, che acquisiscano una nuova professionalità destinata ad espandersi anche in rapporto alle esigenze comunitarie, orientate ad una integrazione dei saperi e di nuove metodologie di intervento.

 

Sono una Docente di una scuola di frontiera romana…

Sono formata in Counseling scolastico….ma ho sempre lavorato PRIMA di TUTTO sul POTENZIALE UMANO”, sulla facilitazione della comunicazione.

 

I mass media ,le nuove tecnologie SEMBRANO rendere la vita piu’ ricca e facile … ma il valore… il TESORO che e’ in ognuno di noi nella nostra UNICITA’ ed IIRRIPETIBILITA’ chi riesce a TRARLO fuori con sapiente arte MAIEUTICA?

 

EDUCARE = EX DUCERE = PORTARE FUORI

Che cosa ?

LA parte MIGLIORE di NOI !!!

 

Quanti Insegnanti oltre che dispensare SAPERE … COMUNICANO SAPERE e sollecitano il POTENZIALE che c’e’ ESISTE nell’allievo?

Quanti Genitori COMUNICANOEFFICACEMENTE e sollecitano il TALENTO che c’e’.. ESISTE nel figlio/a se prima non hanno messo in discussione loro stessi?

Purtroppo sono per primi gli INSEGNANTI oltre ai GENITORI talvolta a MORTIFICARE lo sviluppo del potenziale … non riconoscendolo per primi DENTRO di LORO .

Se si giunge a questi estremi e’ sicuramente dipeso dal sociale in cui viviamo :

sociale famiglia

sociale scuola,

sociale in cui gli interessi prevalenti spesso LOBOTOMIZZANO il cervello.

ricordate il film MATRIX?

Se puo’ interessare già dagli anni '70 Thomas Gordon si interessava dell’efficacia dell’insegnamento e della genitorialità:

Gordon propone alcune metodologie utili in classe per creare un’efficace relazione fra insegnante e allievo e fra gli allievi stessi ,tra genitori e figli .

Il clima è quello rogersiano: grande importanza rivestono l’accettazione, l’autenticità, l’empatia, la corretta comunicazione nel rapporto fra adulti e giovani al fine di promuovere l’autofiducia, l’autocontrollo, l’autodisciplina, la creatività, sviluppando così negli studenti il senso di autonomia e di responsabilità, nonché la capacità di contribuire nel definire le regole che governano la vita della classe.

Gordon, considera che genitori ed insegnanti, pur mossi da buone intenzioni, tuttavia non sempre riescono ad aiutare i ragazzi nel risolvere le loro difficoltà, poiché si rapportano in modo sbagliato, ne bloccano la creatività, ne diminuiscono la fiducia in sé stessi, …

 

Gli insegnanti e i genitori trascorrono molto del loro tempo ad imporre la disciplina.

I metodi basati sul potere e sulla repressione, anche se riescono a causare momentaneamente un cambiamento nel comportamento dello studente/figlio , di solito provocano resistenza, ritorsioni, ribellioni.

Il linguaggio tradizionale connesso al potere è costituito dall’uso di termini come :punire, minacciare, porre dei limiti, mantenere l’ordine, controllare, dirigere, ordinare, sgridare, esigere, disciplina, rigidità, …

 

Il problema della disciplina può essere risolto con l’autoritarismo o il permissivismo, entrambi metodi inadeguati, che implicano forte stress ed un rapporto di forza che sfocia inevitabilmente nella dinamica vincitori e vinti; con l’aggravio, per questi ultimi, del senso di sconfitta e sentimenti di rancore e rivalsa.

 

Il problema del ruolo evidenzia come 'l adulto ,insegnante o adulto che sia tema di apparire per quello che egli è, con pregi e difetti, … e si mostri come persona che “sa tutto”, non sbaglia mai, non perde mai la calma.

 

Gordon si propone di insegnare a impostare una relazione efficace con gli studenti, ed a gestire le dinamiche interne di una scolaresca attraverso:

• procedimenti che portano l’insegnante a “trasformare sé stesso” nel modo di trattare con gli allievi;

• insegnare ai docenti e genitori ad incoraggiare e stimolare maggiori responsabilità nei giovani a loro affidati.

 

 

 

Tre sono le tecniche fondamentali che il metodo Gordon propone per modificare i comportamenti inadeguati:

1. l’ascolto attivo;

2. il messaggio in prima persona;

3. la risoluzione dei conflitti con il metodo del problem solving.

 

 

Il problema della disciplina

 

Gli insegnanti trascorrono molto del loro tempo ad imporre la disciplina.

I metodi basati sul potere e sulla repressione, anche se riescono a causare momentaneamente un cambiamento nel comportamento dello studente, di solito provocano resistenza, ritorsioni, ribellioni. Il linguaggio tradizionale connesso al potere è costituito dall’uso di termini come punire, minacciare, porre dei limiti, mantenere l’ordine, controllare, dirigere, ordinare, sgridare, esigere, disciplina, rigidità, …

Un’alternativa valida può essere offerta dall’uso di un nuovo vocabolario, che contiene parole come confrontarsi, collaborare, cooperare, andare d’accordo,mediare, negoziare, rispondere alle esigenze, risoluzione di problemi, …

 

 

L’esperienza di Gordon, nei corsi “Insegnanti e genitori efficaci” ha portato a evidenziare, per la maggioranza degli adulti, una sorprendente mancanza di comprensione del rapporto insegnante–studente , genitore - figlio e spesso dei rapporti umani in generale.

L’autore afferma che pochi insegnanti e poschi genitori hanno un modello che serva da riferimento per guidare il loro stesso comportamento.

 

Ma…………………… CHI FORMA ………….. I FORMATORI .... se PRIMA NON HANNO "FORMATO" LORO STESSI ?

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