Giancarla

Marzo 2018

 

 

C'era un volta... la vivacità dei bambini

Parte I

Giancarla Mandozzi

Definire il bambino ipercinetico o iperattivo è già anticipare una diagnosi, oltrepassare il confine tra difficoltà (transitorie e risolvibili) e patologia, in un'età, quella evolutiva, in cui la crescita e le modificazioni in ogni ambito cognitivo, emozionale, relazionale avvengono con tempi e modalità del tutto personali.

Riflettiamo sulla nostra iperattività, sul modello di efficienza e prestanza che affascinati inseguiamo, sul miraggio del multitasking, sul nostro agire per agire senza averne colto, né cercato, il senso. Noi adulti stiamo educando (piegando) il bimbo ad una vita frenetica, densa di impegni e scadenze, in assenza del gioco, che -lo sappiamo- conduce allo sfinimento e allo stress.

Quella ipervivacità talvolta incontenibile che rimproveriamo al bambino può essere il segnale di un suo bisogno profondo di vera attenzione, di comprensione, di affidarsi all'adulto, un bisogno che il bimbo non sa esprimere verbalmente e che manifesta con il comportamento.

Il counseling, centrato sulla persona, ad approccio umanistico pluralistico integrato offre un patrimonio esistenziale e relazionale sconfinato proponendo la fiducia nella tendenza attualizzante di ogni persona, la meraviglia della sospensione del giudizio (il nostro), l'ascolto, l'accettazione, l'autenticità verso noi stessi e verso l'altro, l'accettazione del cambiamento come essenziale e naturale formazione continua anche nell'adulto, condizione irrinunciabile per meglio comprenderci, comprendere e agire il proprio ruolo. Il counseling, e prioritariamente in famiglia e nella scuola, è strumento efficace per crescere insieme, per costruire il Bene-Essere di ognuno, del bambino e dell'educatore.

 

 

 

 

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